Crescono enoteche digitali,vola +110% interesse per alcolici

Indagine 'idealo', impennata +209% acquisti online dei giovani

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 19 GEN - Complice la pandemia e la chiusura di negozi e cantine per il lockdown, l'interesse online per gli alcolici nel 2020 segna un aumento del 110,2%. E se è record tra i giovani tra i 18 e i 24 anni con +209,2%, cresce del 27% anche tra gli over 65. Un'impennata di acquisto sulla rete che spiega anche la nascita delle enoteche digitali, con selezioni e offerte da parte di cantine e aziende che hanno dovuto far fronte ai cali nelle vendite in presenza. è quanto emerge nell'ultima ricerca di 'idealo', portale leader in Europa nella comparazione prezzi.

Ad acquistare alcolici online sono soprattutto gli uomini in aumento del 100,6%, rispetto alle donne la cui percentuale segna comunque +65,3%; ricerche di alcolici effettuate soprattutto la domenica sera, tra le 21 e le 22 e da mobile (+125,1%). Quanto alle preferenze a vincere sono i vini (+446%), seguiti da cognac e brandy (+247,6%) e vodka (+242,7%); sullo Spritz, invece, gli italiani si dividono equamente. A livello territoriale, secondo la ricerca, l'interesse maggiore si registra in Molise (+200%), Friuli Venezia Giulia (+196,2%) e Basilicata (+191,1%); meno sostenuto, invece, in Umbria (+76,1%), Liguria (+41,0%) e Valle d'Aosta (+39,6%). Se sono mancate degustazioni e tour per cantine e enoteche alla ricerca di etichette pregiate e liquori particolari, è diventato più che mai facile e interessante acquistare online per la vasta scelta di enoteche digitali, dalle grandi piattaforme ai piccoli e medi e-commerce. Non trascurabile è la leva del risparmio che, attraverso il confronto dei prezzi mensili online permette di spendere meno quasi l'11% in un anno acquistando nel mese più conveniente, con punte del 20% per rum e cognac & brandy.

Sul fronte europeo, infine, inglesi e spagnoli hanno fatto registrare rispettivamente un aumento delle preferenze online verso gli alcolici del 194,8% e del 171,1%, meno marcato di quello di tedeschi (+47,7%), austriaci (+33,4%) e francesi (+29,6%). (ANSA).

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