Epifania: non solo calze, boom biscotti e galette de rois

Chi trova la sorpresa nel dolce è re per un giorno

di Alessandra Moneti ROMA

- Non solo calze della Befana riempite di caramelle, cioccolata, gomme da masticare, mandarini e frutta secca e un po' di carbone dolce come monito per le marachelle dei bambini di casa. L'Epifania si celebra a tavola fin dall'antichità in tutto il mondo rurale come simbolo di rinascita della natura dopo il solstizio d'inverno. Per i cattolici ricorda la prima manifestazione di Gesù con l'adorazione dei magi, e l'offerta di doni. Da qui la tradizione di regalare nella ricorrenza ricchi dolci come i biscotti fatti in casa o di pasticceria.

In Italia, per le misure di contenimento della pandemia, quest'anno il 6 gennaio i ristoranti sono chiusi ma sono molti i ristoranti stellati, da Vittorio a Brusaporto nella bergamasca ad esempio, a proporre fantasiosi biscotti d'autore all'asporto. Mentre Rosanna Marziale, chef patronne del ristorante stellato Le Colonne a Caserta, ha messo a punto una corroborante merenda, salata, della Befana perché, avvisa in un post, la vecchina è di buona forchetta. 

Mentre in Spagna, in Francia, Olanda e Belgio fino ad alcune aree della Svizzera trionfano le galette de rois, dolci lievitati che nascondono all'interno un elemento solido. Chi lo trova viene designato re per un giorno dagli amici del convivio nel corso della festa basata su abbondanti libagioni alle quali, per tradizione, erano ammessi anche i poveri.

Lo chef Fabio Campoli, sui social e nel sito web promotori di gusto, ricorda che la torta dei re è il simbolo internazionale dell'Epifania, un dolce dedicato ai Re Magi con la particolarità di assumere forme, colori e ingredienti differenti.

A Roma, chi vuole assaggiare l'interpretazione francese può gustare, in delivery o col take away, il menu della giovane chef Letizia Tognelli ideato per Le Carré Français che spazia dalla Tarte di mele e foie gras fino al dessert di formaggi e a seguire la Galette de Rois o la Pavlova ai frutti rossi. Aperto 7 giorni su 7 e attivo h 24 con i laboratori interni del panificio e della pasticceria, capitanata dal pastry chef Giancarlo Bruno, l'insegna dell'imprenditore bretone Jildaz Mahé lavora anche di notte come del resto fa la Befana, per assicurare la consegna di questo tradizionale dolce che nasconde dolce un fagiolo o una fava oppure una moneta come portafortuna.

In Svizzera il dolce dei Re Magi viene confezionato con un pezzo di pasta lievitata di forma rotonda intorno al quale si dispongono 5 o 6 sfere piu' piccole della stessa pasta in ognuna delle quali si introduce una figurina di porcellana o di altro materiale che da' diritto, a chi la trova, al titolo di re, oppure a seconda dei simboli, di principe, ministro.

E per l'Epifania non mancano i consigli per gli abbinamenti al calice come il Movimento turismo del vino Lombardia che, in una festa così imbiancata dalla neve, suggerisce di abbinare un lievitato tipico come la bisciola valtellinese alla grappa di Lugana invecchiata.

In Friuli la chef e proprietaria del ristorante L'Argine a Vencò (Dolegna del Collio - Gorizia) Antonia Klugmann omaggia la festa con una torta di stracchino della latteria di Cividale con pere e uva al rosmarino. E col freddo e il maltempo che imperversa da Nord a Sud in una festa da trascorre in casa "anche all'Epifania lasciamoci stupire dalle cose semplici" è il claim delle calze di uno noto brand dell'industria dolciaria made in Italy. (ANSA).

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