Capodanno, la Ue grazia le vongole nel piatto degli italiani

Coldiretti, in vigore il regolamento che salva i menu tipici del Made in Italy

Redazione ANSA ROMA

ROMA - L'Unione Europea grazia le vongole nel piatto degli italiani per Capodanno con l'entrata in vigore del regolamento che autorizza i pescherecci italiani a pescare e commercializzare vongole più piccole (22 millimetri) di quanto previsto dagli standard Ue, che fissano genericamente la taglia minima in 25 millimetri. È quanto afferma Coldiretti Impresapesca nell'annunciare la pubblicazione del regolamento che riguarda la deroga per due anni alla taglia minima di riferimento per la conservazione delle vongole (Venus spp) in alcune acque territoriali italiane.

Senza il via libera comunitario alla richiesta di tolleranza avanzata dall'Italia, spiega la Coldiretti, a rischio non erano solo i menu a base di questo mollusco conosciuto con tanti nomi dialettali (come lupino, purassa, beverassa, concola, cappula) ma "si rischiava di affondare una parte importante della flotta nazionale a causa del taglio delle esportazioni, che rappresentano quasi la metà della nostra produzione con un impatto devastante sul settore, già provato dalla pandemia per effetto di produzione invenduta, perdite economiche derivanti dal crollo dei prezzi e dal deprezzamento delle specie ittiche a maggior pregio non richieste dalla ristorazione, ancora alla prese con una difficile ripartenza".

"In gioco - sottolinea Coldiretti - una flotta di circa 710 imprese in Italia e oltre 1600 addetti e un indotto di altre 300 imprese di commercializzazione all'ingrosso ed un altro migliaio di addetti". La durata del provvedimento è fissata fino al 31 dicembre 2022 e "occorre dunque - aggiunge Coldiretti Impresapesca - intervenire per rendere definitiva la deroga per evitare stress inutili al settore e dare certezze nella programmazione delle attività".

Il via libera non interessa tutti i tipi di vongole ma solamente la specie autoctona presente in mare aperto, la "chamelea gallina" conosciuta anche come "lupino", la cui produzione si aggira sulle 30mila tonnellate circa, mollusco bivalve che cresce sui bassi fondali costieri sabbiosi, soprattutto in Adriatico. 

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