Nutrizionista Crea, anziano a tavola mangi tutto ma meno

Bene pasti leggeri e frequenti, occhio a sale, zuccheri e alcol

Redazione ANSA ROMA

Non è vero che l'anziano debba mangiare in modo molto diverso dall'adulto, deve solamente ridurre un pò le quantità perché il metabolismo rallenta, ma la qualità della alimentazione deve essere più elevata con più proteine e meno grassi, bannando le bevande alcoliche. Lo fa sapere all'ANSA, la nutrizionista del Crea, Laura Rossi, in merito all'aumento degli ultrasessantenni stimato dell'Oms entro i prossimi anni, nel precisare che "un'alimentazione corretta che assicuri un adeguato apporto di energia e nutrienti, può consentire un'evoluzione più lenta del processo di invecchiamento; il chè significa una dieta equilibrata e variata con tutti gli alimenti disponibili nelle corrette quantità e frequenze di consumo". Innanzitutto è bene distribuire l'alimentazione nella giornata, con pasti leggeri e frequenti, evitando di considerare una tazza di latte o una minestrina come un pasto completo, che comprenda anche verdura e frutta.

Privilegiare alimenti più proteici visto che il fabbisogno nell'anziano è più elevato rispetto a quello dell'adulto per prevenire la perdita di massa muscolare. Sì quindi anche a latte e yogurt a ridotto contenuto di grassi e senza zuccheri aggiunti, legumi, uova, pesce e carne soprattutto magra e bianca, alimenti fonti di calcio e ferro altri nutrienti di cui spesso l'anziano è carente. La carenza di vitamina D molto diffusa, spiega Rossi, è la conseguenza non tanto di un'alimentazione non corretta ma soprattutto di un'insufficiente esposizione alla luce diretta del sole, per cui è bene esporsi alla luce passeggiando fuori, ma anche stando sul balcone o alla finestra con braccia e viso scoperti. L'acqua è un altro alimento critico in età geriatrica perché gli anziani tendono a bere di meno per ridotta sensazione di sete. Attenzione poi al sale, fattore di rischio per l'ipertensione, agli zuccheri e alle bevande alcoliche di qualsiasi tipo per la minore capacità dell'anziano nella metabolizzazione ma anche per la possibile interazione con farmaci e patologie. (ANSA).

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