Consumi: è tarallo-mania, pandemia spinge sostitutivi del pane

Osservatorio Food, per 26% donne snack quotidiano, bio e integrale

Redazione ANSA ROMA

 - È tarallo-mania tra gli italiani. Che durante il lockdown, anche in smart working, non perdono l'abitudine della pausa lavorativa e si concedono merende non più prevalentemente dolci. Anzi lo spuntino è sempre più spesso salato, meglio ancora se bio o con farine integrali. Barrette di frutta secca, taralli e cracker sembrano essere i nuovi must del carrello della spesa: i dati Nielsen rilevano un +7,9% nella vendita di snack salati nella Gdo (distribuzione organizzata italiana da gennaio a novembre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019). Da una recente indagine di Osservatorio Food in collaborazione con Doxa-Bva, risulta particolarmente ricercato il bakery salato: il 55% del campione intervistato sceglie i sostitutivi del pane per il fuori pasto. Molto apprezzate le proposte innovative soprattutto in chiave salute a tavola, anche se le versioni classiche di cracker, taralli e grissini, comunque hanno mantenuto bene le proprie posizioni. L'indagine, realizzata in crowdsourcing dal 2 all'8 dicembre 2020, a poco più di un anno dalla precedente edizione, evidenzia che in sette insegne della distribuzione moderna (Carrefour, Conad, Coop, Esselunga, Lidl, Pam, Panorama, Unes) si è ampliato lo spazio dedicato a cracker, taralli, grissini e simili: risulta lungo mediamente 12 metri (a fronte degli 8,79 dello scorso anno). Il 49% dei consumatori afferma di apprezzare il fatto che siano confezionati e quindi monouso anche on the road. La ricerca attesta che il grande pubblico dei sostitutivi del pane è femminile: il 26% del campione è costituito da donne che consumano snack ogni giorno e non come sostitutivo del pranzo, ma come fuori pasto, contro il 21% degli uomini. (ANSA).

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