C'è ossigeno sul più rovente dei pianeti alieni

La scoperta di un gruppo internazionale guidato dall'Inaf

Redazione ANSA

La presenza di ossigeno è stata rilevata per la prima volta con certezza nell’atmosfera di un pianeta esterno al Sistema solare: si tratta di Kelt-9b, il mondo alieno più rovente mai osservato, un gigante inospitale per la vita con temperature superficiali che superano i 4.000 gradi. La scoperta, che aiuterà a cercare ossigeno anche nell’atmosfera di pianeti più temperati e simili alla Terra, è pubblicata su Nature Astronomy da un gruppo internazionale guidato da Francesco Borsa dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) a Milano. Kelt-9b si trova a 650 anni luce da noi, in direzione della costellazione del Cigno. È un pianeta gigante con una massa 2,8 volte più grande di quella di Giove, ma con una densità due volte più bassa. Per caratterizzarne meglio le proprietà, i ricercatori hanno rilevato le ‘impronte digitali’ dell'ossigeno atomico nello spettro del pianeta. Il rilevamento è stato ispirato da nuove simulazioni della sua atmosfera, guidate da Luca Fossati dell’Accademia austriaca delle scienze. I ricercatori hanno sviluppato uno dei modelli informatici più avanzati in grado di simulare le atmosfere degli esopianeti caldi: il modello consente di riprodurre al computer le principali proprietà dell’atmosfera per prevederne la struttura, la composizione e la temperatura con una precisione senza precedenti. Le simulazioni per Kelt-9b si sono rivelate in linea con le precedenti osservazioni di altre specie chimiche (come l’idrogeno) nella sua atmosfera e hanno anche indicato la possibile rilevazione di atomi di ossigeno. Rianalizzando precedenti osservazioni del pianeta Kelt-9b (ottenute con il telescopio dell'osservatorio di Calar Alto in Spagna abbinato allo spettrografo Carmenes) è stato possibile confermare la previsione del modello teorico: le tracce dell'ossigeno erano sempre presenti, ma erano state perse da analisi precedenti. I dati dimostrano che sebbene Kelt-9b perda nel tempo una certa quantità della sua atmosfera calda, non rischia di vederla evaporare a breve. Tuttavia la sua vicinanza alla stella porta a forti turbolenze e tempeste, con venti impetuosi nell’atmosfera che possono raggiungere i 40.000 chilometri orari.

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