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Pnrr: Cardillo, fondi anche per migliorare rete trapianti

Digitalizzazione e telemedicina occasioni da cogliere

Roma ANSAcom

“Quest’anno e nei prossimi avremo un’occasione straordinaria di utilizzare delle risorse per migliorare il nostro Ssn, con i fondi del Pnrr. Questi fondi possono essere utilizzati anche per migliorare la rete trapianti, in particolare le connessioni importantissime tra i grandi ospedali che sono sedi di trapianto e di Università con sedi territoriali dove vengono seguiti i pazienti che sono in attesa dì trapianto oppure trapiantati”.
Lo ha detto il presidente del Centro nazionale trapianti (Cnt) Massimo Cardillo in un evento ANSAincontra.
Importante anche il ruolo della digitalizzazione e della telemedicina come occasione da cogliere. La pandemia, ha detto Umberto Cillo, direttore dell’UOC Chirurgia Epatobiliare e Centro Trapianti di Fegato dell’Aou di Padova “ha messo i pazienti nelle condizioni di non poter accedere ai centri di riferimento. Quest’anno si riporta una riduzione delle visite del 30% con diagnosi ritardate e anche possibili difficoltà di cura nel tempo. Io credo che abbiamo affrontato bene il momento mettendo in campo la telemedicina: se ne parla da anni ma solo adesso la popolazione è disponibile per un contatto a distanza. Tutti siamo stati forzatamente abituati ad avere contatti attraverso la rete con parenti, amici e anche con le strutture sanitarie. Quello che è stato messo in campo durante la pandemia deve restare: mettere sul campo la possibilità strutturata e organizzata per il paziente di accedere al centro stando a casa. Il paziente viene così messo al centro, non viene forzato a muoversi e diventa così anche più sostenibile sia per il Ssn che per i cittadini perché almeno una quota parte dei contatti con il centro può essere fatta per via telematica”. “Ci vuole una governance tecnologica relativa anche alle norme di privacy - ha aggiunto Cillo - ma soprattutto alle regole di intercomunicazione. Abbiamo una quantità di data set e possibilità di comunicazione che a volte si scontrano, non sono compatibili. Quindi non possiamo accedere al fascicolo sanitario, ad alcune informazioni personali del paziente, o al contatto con il medico di medicina generale. Una governance di queste relazioni è davvero molto importante. Bisognerà sfruttare l’enorme quantità di denaro dedicata dal Pnrr alle reti di prossimità, alla telemedicina e alla digitalizzazione del sistema sanitario. Si parla di 15 miliardi di euro fino al 2026, di cui un miliardo solo per la telemedicina e 8,6 miliardi per la digitalizzazione. È un’opportunità storica, epocale che dovremo imparare a non sprecare”.

In collaborazione con:
CNT

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