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Impresa come sistema vivente, no solo profitto ma bene comune

Da oggi in libreria il volume dell’ad di Aboca Massimo Mercati

ROMA ANSAcom

Un sistema vivente, fortemente connesso alla realtà in cui è inserito. Non soltanto una 'macchina da profitto', ma una realtà in cui il valore si estende all'impatto sull'ambiente e sulla società attraverso la crescita culturale di tutti coloro che ne fanno parte, uniti dall'idea di operare insieme nella direzione del bene comune. Questa la visione che offre dell'impresa Massimo Mercati, amministratore delegato di Aboca, nel suo volume in uscita oggi nelle librerie e negli store online , dal titolo "L'impresa come sistema vivente" (Edizioni Aboca, International Lectures on Nature and Human Ecology).

Un modo di rileggere la realtà aziendale in profondità, rendendola fortemente interdipendente dal contesto in cui agisce, una 'comunità tra le comunità' che diventa creatrice di valore solo quando svolge appieno la sua funzione economico-sociale. Per l'amministratore delegato del gruppo Aboca, healthcare company italiana che si occupa di cura della salute attraverso prodotti interamente naturali che rispettano l'organismo e l'ambiente, "non è il profitto che crea valore, ma è la creazione di valore che genera il profitto. Non si tratterà di vendere per creare valore, ma di creare valore per vendere". Il testo è anche un'occasione per ripensare il management aziendale: l'autore rinnova il concetto di "responsabilità sociale di impresa", ridefinisce l'idea di "vision" e "mission" e propone di adattare all'organizzazione aziendale gli schemi propri dei sistemi viventi per una maggiore efficacia dell'azione imprenditoriale.

Seguendo le regole che sono alla base delle reti naturali, di cui l'uomo fa parte, si finisce col ri-orientare i flussi di lavoro in una logica legata ai vari processi caratterizzata dal significato profondo di quello che si fa. Non si tratta solo di buone pratiche o di etica aziendale, ma di un vero e proprio "progetto di vita" in cui non ci sia più spazio per una "doppia-morale". Perché questo sia possibile l'imprenditore deve identificare i valori di fondo della propria organizzazione e condividerli, affinché diventino punti di riferimento concreti, capaci di guidare realmente le azioni di tutti coloro che ne fanno parte.

Ne 'L'impresa come sistema vivente', che si apre presentando i concetti alla base degli studi di Fritjof Capra, fisico e teorico dei sistemi e che si richiama alla cosiddetta economia civile, l'impianto teorico è solido e avvalorato dall'esperienza diretta di Massimo Mercati e dai valori dell'azienda che da 40 anni lavora sui temi della salute nel rispetto dell'organismo e dell'ambiente. Richiama manager e società civile a una nuova responsabilità, ancor più urgente di fronte all'emergere di nuove crisi politiche, economiche ed ambientali: produrre valore condiviso all'interno di un sistema in cui tutti siamo interconnessi. Non ha senso, infatti, per l'autore pensare all'impresa come 'monade isolata'. Non vince il più veloce, né chi 'aggredisce' di più: vince il più adatto e nel mondo che verrà ciò non potrà prescindere dalla reale capacità di comprendere la complessità del contesto in cui ci si muove.

In collaborazione con:
Aboca

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