Sileri, Sarcomi tumori rari su cui serve più consapevolezza

Si chiude la campagna #piùfortidelsarcoma, un mese sui social

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 03 AGO - Circa 3.000 visualizzazioni su Instagram, oltre 6.000 visualizzazioni su YouTube, il supporto di oltre 30 associazioni di pazienti e società scientifiche.
    Questi i numeri della campagna social #piùfortidelsarcoma, lanciata dal Trust Paola Gonzato-Rete Sarcoma, che ha avuto migliaia di interazioni e condivisioni su Facebook e Twitter. In ultimo, quella del viceministro della Salute Pierpaolo Sileri.
    "Luglio - ha scritto in un tweet Sileri - è il mese internazionale del #sarcoma , un'occasione per far conoscere questi tumori maligni rari e aggressivi, difficili da diagnosticare e curare, e su cui serve consapevolezza. Senza paura, parliamone e affrontiamolo insieme".
    Pazienti, cittadini, ma anche Irccs, società scientifiche, fondazioni e organizzazioni impegnate nella ricerca, così come istituzioni regionali, si sono unite progressivamente in questo mese per promuovere la campagna, che termina oggi, amplificandone il messaggio. L'iniziativa è stata accolta anche dal Portale Malattie Rare, sostenuto dall'Istituto Superiore di Sanità e Ministero Salute, e da quello della Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo) e dal portale dell'Osservatorio Malattie rare (Omar). "Un ottimo risultato - commenta Ornella Gonzato, presidente del Trust Paola Gonzato - considerando che luglio è un mese in cui si cercano notizie di taglio più 'leggero'. Quest'anno, inoltre, la pandemia Covid ha concentrato l'attenzione mediatica, ma ci sono tanti altri gravi problemi di salute, che rischiano di restare sconosciuti".
    Di qui l'idea di rendere protagonisti della campagna di quest'anno cinque giovani che hanno o hanno avuto un sarcoma.
    "Con le loro video testimonianze, hanno voluto richiamare l'attenzione sulla necessità di migliorare l'organizzazione di diagnosi e cure, attraverso la piena attuazione della Rete nazionale Tumori Rari". Far rete tuttavia, conclude Gonzato, significa anche "sviluppare modelli organizzativi capaci di coinvolgere pazienti e istituzioni, così come medici di famiglia e cittadini". (ANSA).
   

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