EVO 3, il piccolo suv super low-cost per la città

Prezzo basso, full optional e motore bifuel: ecco perché piace

Francesco Fabbri ROMA

Il gruppo Di Risio, che con il marchio DR ha da tempo lanciato sul mercato una intera gamma di vetture a basso costo, sferra un ulteriore colpo con il brand super low-cost EVO.
    EVO 3, il suv entry level del marchio, abbassa ulteriormente la soglia del prezzo e, grazie alla filosofia dell'allestimento unico, si sta prepotentemente incuneando nel segmento. Dopo un lungo testdrive, ANSA Motori può raccontare come va la 'piccola' di Macchia di Isernia.
    Innanzi tutto, il colpo d'occhio: una vettura delle linee semplici, razionali, discrete. L'ampia calandra in tinta con la carrozzeria è sormontata dal logo EVO, racchiusa dai due proiettori squadrati. Le fiancate filano via piane, con un tocco di personalità donato da due venature che corrono parallele alla cintura e al battitacco. Bicolor di serie: il tetto è nero, così come la calotta dei retrovisori e il fascione paraurti posteriore. Optional, il colore di alcuni dettagli come i montanti. Dietro, la fanaleria è ampia e si allunga sui parafanghi. Nel complesso compatta - lunga 4.13 metri, larga 1.57 - vanta un passo di circa due metri e mezzo, caratteristica che rende spazioso l'abitacolo. Il bagagliaio, di dimensioni regolari e agevole soglia di carico, ha una capacità di 450 litri.


    A bordo, gli interni presentano inserti in ecopelle e carbon look. Le impunture rosse sui sedili ergonomici neri danno un tocco sportivo. I materiali sono in linea con quelli usati sulla gamma DR. Semplice la strumentazione, analogica, con un piccolo quadro strumenti digitale al centro, che - tramite una levetta in posizione non proprio agevole - indica le principali funzioni. Essenziale ma completo l'infotainment con display HD con touchscreen da 9", compatibile con Apple CarPlay e Android Auto. Tra le dotazioni di serie anche la retrocamera HD con park assist system, il climatizzatore automatico, il cruise control non adattivo e l'antifurto con immobilizer. Assenti gli adas che portano verso la guida assistita.
    A segnare il solco tra DR ed EVO sono due elementi: il motore e il feeling di guida. Il propulsore della EVO 3 è un 4 cilindri della cinese JAC, da 1499 cc, dalla potenza di 113 CV, con una coppia di 140Nm a 4600 giri/min che spinge la vettura fino a 170km/h. L'omologa DR 3, invece, è mossa da un motore di pari cilindrata e simile potenza ma turbo ed elaborato da Acteco: società sì della galassia Chery, ma con solide base in Europa.
    Al volante, la differenza di sensazioni è netta. Lo sterzo di EVO 3 è particolarmente morbido, caratteristica che soprattutto in velocità richiede un po' di rodaggio e che comunque necessita di millimetrici aggiustamenti costanti. Di conseguenza, anche la percezione della tenuta di strada ne risente. L'esemplare oggetto della nostra prova è dotato anche di impianto gpl, con un netto vantaggio per ambiente e portafoglio. I consumi nel ciclo combinato WLTP sono di 6,7 l/100 Km nella versione a benzina e di 8,4 l/100 Km in quella a gas. Quelli registrati nel corso della nostra prova eseguita su percorso misto è - rispettivamente - di 8 e di 9,7 l/100 km.
    Quanto ai prezzi, vero punto di forza del brand, EVO 3 in versione benzina tocca i 14.900 euro, mentre mille euro in più sono necessari per il bifuel. Interessante, infine, la possibilità di estensione della garanzia a 5 anni o 100mila km, dal costo di 520 euro.
    Nel complesso, EVO 3 si dimostra una vettura che bada alla sostanza, ha una vocazione certamente più cittadina che da 'mangiachilometri', con caratteristiche che che destano interesse. E i numeri assicurano che lo sta già facendo. 
   

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