Lamborghini: l'Aventador l'ultima auto del Toro dal V12 puro

I prossimi V12 di Sant'Agata Bolognese saranno elettrificati

Cesare Gasparri Zezza ROMA

Ultimo atto per il V12 termico "puro" di Lamborghini. Le severe norme antinquinamento impongono un passo indietro per l'iconico motore che ha contribuito, in maniera decisiva, alla nascita e alla crescita della Casa di Sant'Agata Bolognese. A pochi giorni prima di andare definitivamente nella Hall of Fame dello stabilimento, il V12 verrà realizzato in una speciale colorazione azzurra "Ad Personam" e destinato al mercato svizzero.
 

   È la fine di un'era. Presentata nel 2011 al Salone dell'Automobile di Ginevra come Aventador LP 700-4, il suo nome indicava i 700 cavalli di potenza, la trazione integrale permanente e la posizione longitudinale posteriore del nuovo gruppo propulsore Lamborghini V12 a 60°, sviluppato interamente a livello interno. L'Aventador era la sintesi perfetta di tutte le competenze Lamborghini in termini di design e ingegneria e racchiudeva in sé i valori che da sempre sono al centro di ogni progetto e di ogni prodotto di Sant'Agata. Stephan Winkelmann, Chairman e CEO di Automobili Lamborghini, al debutto a Ginevra dichiarò: "Questa vettura rappresenta un salto di due generazioni in termini di design e tecnologia: offre un pacchetto eccezionale di tecnologie uniche e innovative abbinate a prestazioni letteralmente travolgenti".
    L'innovazione a livello tecnico costituiva il fulcro del progetto Aventador. Guidato dal reparto Ricerca e Sviluppo di Maurizio Reggiani, allora Chief Technical Officer Lamborghini, oggi Vice President Lamborghini Squadra Corse, in stretta collaborazione con Centro Stile, a quei tempi sotto la guida Filippo Perini, fu adottato un approccio che puntava a partire da zero. Il nuovo motore a 12 cilindri da 6,5 litri, in grado di erogare 700 Cv a un regime massimo di 8.250 giri/minuto, garantiva una sbalorditiva accelerazione 0-100 km/h in soli 2",9 e una velocità massima di 350 km/h. "L'Aventador - ci racconta Reggiani - è stata la vera rivoluzione delle vetture super sportive con cui Lamborghini ha avuto il coraggio di introdurre grandi innovazioni tecnologiche, come la monoscocca in carbonio prodotta internamente, sospensioni pushrod e un motore in grado di evolversi per 11 anni fino ad arrivare a 770 Cv di potenza.
    Il V12 aspirato è nel mondo delle super sportive il picco delle emozioni e prestazioni ed è l'espressione più pura che il motore termodinamico possa avere".
    Il numero di Aventador vendute supera quello di tutti i precedenti modelli Lamborghini V12 sommati insieme. Nel quinto anno di produzione, l'azienda toccò quota 5.000 unità consegnate, l'equivalente di tutti gli esemplari di Murciélago mai prodotti, arrivando a consegnare la 10.000 Aventador nel settembre del 2020. In tutto furono 11.465 unità che uscirono dai cancelli di Sant'Agata. Da quel modello sono nate più di dieci tra one-off ed edizioni limitate. Ogni Aventador prodotta è considerata un'opera d'arte: con l'85% di unità personalizzate dai rispettivi proprietari, ha sfoggiato livree di 200 colori e finiture unici appositamente creati. Lo street artist Skyler Grey ha offerto una personale interpretazione dei caratteristici toni gialli e arancioni Lamborghini, abbinati all'immagine di tori in corsa, su una Aventador S presentata alla Monterey Car Week del 2019: la prima vettura di questo modello certificata mediante la tecnologia blockchain.
    Aventador, un'opera d'arte in movimento ha la sua consacrazione nel 2015 nel tempio della velocità: LP 750-4 SV, con alla guida Andrea Mapelli, pilota ufficiale e collaudatore del Toro, completa un giro sotto i sette minuti registrando uno splendido 6:59.75. "La prima esperienza sulla Nordschleife con la Aventador SV fu una giornata speciale e indimenticabile - ci racconta Mapelli - veramente una macchina incredibile. Negli anni successivi abbiamo fatto ulteriori passi avanti, migliorando un progetto già ottimo, tornando al Nürburgring con la Aventador SVJ: posso assicurare che sentire e gestire tutta la potenza che è in grado di erogare su un tracciato simile è stata un'esperienza indimenticabile". Nel 2018, con l'Aventador SVJ le lancette del cronografo si fermarono a 6:44.97.
    L'arrivo dell'ultima rappresentante della famiglia Aventador, nonché ultima V12 ad aspirazione naturale prodotta da Lamborghini, è stato annunciato nel luglio 2021. Dalla combinazione degli elementi più iconici in termini di design e ingegneria di Aventador S e SVJ: l'Aventador LP 780-4. Il capolavoro definitivo per una driving experience "puramente V12". Il V12 puro che per circa 60 anni ha accompagnato la storia delle Automobili Lamborghini, non sarà più a bordo degli eredi dell'Aventador. Ma quelle caratteristiche, vero punto di riferimento per tanti anni in tanti modelli di successo contribuiranno ancora alla crescita della Casa.
    "Non può esserci un addio al mitico insostituibile 12 cilindri - ci dice Valentino Balboni, storico ex capo collaudatori di Lamborghini fino al 2008 - troppo belli ed indiscutibili i momenti passati a registrare i minimi e le viti freno aria per avere un rapporto stechiometrico ideale in ognuno dei dodici cilindri, sicuramente esigenti in quanto ognuno aveva le sue particolari "esigenze" per un funzionamento ottimale.
    Tutti noi, dobbiamo al dodici cilindri rispetto e considerazione per le sensazioni che ci ha fatto provare negli anni d'oro delle vetture sportive. Continuiamo a chiedere al dodici la sua presenza attiva e la sua inconfondibile orchestra e gli abbiniamo un elemento nuovo che lo aiuta a superare le attuali "esigenze". La storia che ha fatto il dodici nelle nostre vetture deve continuare accettando e convivendone l'attualità".
    Non esiste un futuro senza passato.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Modifica consenso Cookie