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Riapre a Parigi La Samaritaine, lo storico grande magazzino dell'Ottocento

Dopo 15 anni di restauri, simbolo della città ora proprietà LVMH

A Parigi rinasce la Samaritaine, 'cattedrale del commercio' © EPA
  • Redazione ANSA
  • PARIGI
  • 06 giugno 2021
  • 20:33

E' un giorno che Parigi aspetta da oltre tre lustri. Dopo una chiusura di 15 anni e sei anni di lavori di ristrutturazione, i celebri ex Grandi Magazzini La Samaritaine, tra i luoghi simbolo della capitale francese, iscritti nell'immaginario collettivo di generazioni di francesi e non solo, riaprono le porte il 19 giugno. Un cantiere gigantesco, condotto a suon di milioni e tra mille peripezie burocratiche da LVMH, il colosso del lusso di proprietà di Bernard Arnault. Per riportare il complesso agli antichi splendori il tycoon francese, tra gli uomini più ricchi al mondo, ha sborsato 750 milioni di euro.
    A fine Ottocento la Samaritaine venne annoverata tra le cosiddette "cattedrali del commercio moderno". Parole coniate all'epoca da Emile Zola, che definì così l'avvento dei grandi magazzini che cambiarono il volto di Parigi: Le Bon Marche', ma anche Le Printemps, les Galeries Lafayette, il BHV, e la Samaritaine, appunto, fondata nel 1870 da Ernest Cognacq e Marie-Louise Jay.
    Con circa 600 marchi sotto allo stesso tetto, tra cui grandi nomi del Made in France ma non solo, questa sorta di immenso transatlantico in parte affacciato sulla Senna punta a diventare un nuovo scrigno dell'art de vivre alla francese, ma con un tocco anche molto italiano. Basti pensare che nel complesso sorgerà la prima filiale parigina del celebre Caffé Cova di Via Monte Napoleone a Milano.
    Un ritorno alla vita, dopo oltre un anno di chiusure legate alla Pandemia che hanno profondamente segnato Parigi. Ma la nuova 'Samaritana' del XXI/o secolo non verrà dedicata soltanto allo shopping. Dei 70.000 metri quadri, 'solo' 20.000 ospiteranno negozi. I cinquantamila metri restanti includeranno, tra l'altro, un albergo di superlusso della catena Cheval Blanc con vista mozzafiato sulla Cattedrale di Notre-Dame e la Tour Eiffel, una piscina panoramica centrata sulla Basilica del Sacro Cuore, un beauty-center, una Spa, ristoranti.

    Nel progetto sono inoltre previsti 96 alloggi popolari, 15.000 m2 di uffici nonché un asilo nido da 80 posti. Gioielli dell'Art Nouveau e dell'Art Deco, i quattro edifici che compongono il complesso incastonato tra la Senna e la centralissima rue de Rivoli - un quartiere in piena rinascita, con la recente inaugurazione della Fondazione Pinault, la Galerie Italienne di Alessandro Pron e Raphaella Riboud-Seydoux, e l'attesa riconversione degli storici uffici delle Poste della Rue du Louvre - sono stati oggetto di un'approfondita ristrutturazione.
    Particolare cura è stata prestata alla tutela degli elementi dell'epoca, come i mosaici, la grande volta vetrata che nulla ha da invidiare al Grand Palais, oppure le scale e le balaustre in ferro battuto. L'anonima facciata su Rue de Rivoli è stata invece ricoperta da una moderna superficie trasparente che riflette le architetture haussmaniane di fine '800 in una sorta di dialogo tra passato e presente.
    Per LVMH, che acquistò il complesso nel 2001, le cose non sono state sempre facili, a cominciare dall'ottenimento dei permessi del Comune. Un rompicapo, tra lacci e lacciuoli burocratici, durato dieci anni solo per le pratiche amministrative, fino al sospirato avvio dei lavori, nel 2015. Quanto al nome, La Samaritaine, deriva da quello con cui venne battezzata un'antica pompa idraulica che durante il regno di Enrico IV venne sistemata proprio lì vicino, sotto al Pont Neuf, il ponte più antico di Parigi e secolare snodo strategico nel cuore della capitale. (ANSA).
   

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