Società & Diritti

La nuova (prossima) normalità in sei cambiamenti di benessere

Report McKinsey, fissati con le etichette del cibo, inseguendo il sonno

Benessere olistico foto iStock. © Ansa
  • di Agnese Ferrara
  • 23 agosto 2021
  • 15:43

Si parla spesso di nuova normalità, per sottintendere il fatto che dalla pandemia in poi siamo profondamente cambiati, ma cosa significa nel campo del wellness? Torneremo o no in palestra? Dimenticheremo i rischi e i moniti dei medici per ritornare (poco in forma) come prima? La notizia è che saremo sempre più attenti al nostro benessere e alla forma fisica e col pallino per una salute più olistica. Andremo meno negli ambulatori medici preferendo nuove vie per la cura dell proprio benessere, spesso digitali, casalinghe e ibride. Il nuovo report globale ‘The Next Normal 2030’ a cura di McKinsey, multinazionale di consulenza strategica globale, esplora i cambiamenti più repentini e (si prevede) duraturi che l’avvento del coronavirus ha provocato in noi. Per il benessere, al livello mondiale, si spende già moltissimo: adesso il mercato vale globalmente 1.5 trilioni di dollari e la cifra cresce dal 5 al 10% di anno in anno. Siamo più interessati a sei aspetti: salute, fitness, alimentazione, look e alla ricerca di metodi per dormire e per rilassarci di più”.
Nel dettaglio ecco i sei principali cambiamenti dei prossimi 10 anni:
Il boom dei trattamenti beauty
Assisteremo ad un boom di servizi estetici entro il 2030. Dalle punturine anti rughe, rimpolpanti per guance e labbra ai trattamenti clinici come dermoabrasione, tatuaggi e trucco personalizzato. Tutto però in nuove location: gli ambulatori medici diventeranno profumerie e centri tatoo ibridi e le profumerie dei centri di medicina estetica. Diventeranno obsoleti invece i classici studi medici e i centri termali.
Mindfullness, ambire alla consapevolezza
La ricerca della consapevolezza, attraverso tecniche di mindfulness, diventerà un aspetto essenziale delle nostre vite. Gli analisti si aspettano un tale boom di metodi da denunciare anche i rischi di una eccessiva commercializzazione della consapevolezza, che potranno rivelarsi trovate pubblicitarie. Ma il fenomeno è destinato a crescere e la tecnologia e i dispositivi elettronici indossabili faranno la parte del leone. “Nel 2030 un professionista potrebbe iniziare una giornata tipo con una lezione di yoga o di meditazione, nelle versioni offline o online. Mentre, a qualsiasi ora della sera, il dispositivo indossato nella maglietta attaccherebbe a dire: "Ascolta, devi calmare la mente a quest’ora”, proponendo metodi per farlo, si legge nel report.
Il sonno, nuova chimera.
La pandemia ha accentuato l’ansia e non sorprende il boom dei prodotti per facilitare il riposo e la calma. “La difenidramina, un prodotto da banco, è diventata molto popolare tra i consumatori e nascono una pletora di dispositivi hitech per migliorare il sonno, tramite la musica o massaggi rilassanti, profumi per aromaterapia e altro. Inoltre una sempre più vasta offerta di integratori alimentari naturali che possono migliorare il riposo, in primis la melatonina. I consumatori sceglieranno sempre di più cosa usare affidandosi ai metodi olistici coniugati sempre di più con l’hitech, senza passare dal medico. Fra le innovazioni del futuro il report segnala sensori che vanno sotto il materasso per valutare la qualità del sonno dai nostri movimenti e dal tempo che passiamo a letto, fino a frigoriferi parlanti che ricordano di ‘non mangiare' o ‘non fare il caffè’ se vengono aperti di notte.
Le palestre ibride e gli istruttori influencer
Dopo il primo, la casa, e il secondo, l’ufficio, alle palestre spetterà l’appellativo di ‘terzo luogo’. Entro il 2030 ci torneremo ma in modo nuovo: alle soluzioni casalinghe del fitness che andranno per la maggiore, ai templi del wellness spetterà un ruolo chiave di monitoraggio, motivazione, guida e coaching per il nostro benessere. E gli istruttori più bravi e carismatici saranno i nuovi influencer con lezioni e tecniche che impartiranno anche nella versione online.
Alimentazione: saremo fissati con le etichette
Nei supermarket leggeremo sempre di più le etichette dei prodotti per il nostro wellness. L’abbiamo imparato negli ultimi due anni, soprattutto. Controlliamo che non ci sia lo zucchero e che gli ingredienti siano sostenibili. Circa il 35% degli inglesi, degli americani e dei tedeschi sono già addicted dei nuovi latti alternativi privi di proteine animali, quindi quelli vegetali a base di piante. Il trend si solidificherà ovunque.
La salute a casa: dal dottore e in farmacia solo se strettamente necessario.
Prima facciamo noi, con i metodi di cura di sé una volta detti ‘alternativi’ e visti con sospetto e che saranno invece sempre più inglobati nelle abitudini comuni di tutti. I dispositivi usati dagli specialisti negli ambulatori per fare diagnosi entreranno nelle case e i farmaci di uso comune traslocheranno dal bancone del farmacista agli scaffali di libero shopping. Cresceranno gli OTC (ndr farmaci senza ricetta), gli integratori e i dispositivi medici di teleconsulenza per diagnosi, prevenzione e trattamento da eseguire direttamente a casa propria. “Siamo alle prime fasi delle cure digitali destinate a divenire routine, - spiega Scott Melville, CEO della Consumer Healthcare Products Association. - Basti pensare agli orologi smart che monitorano i parametri fisici, come l’Apple Watch, e ai devices digitali per valutare la pressione del sangue, i livelli di colesterolo e altri parametri di salute e che saranno in grado di inviare allert dai pazienti ai loro medici”. La tecnologia digitale permetterà di eseguire auto diagnosi e perfino decidere trattamenti di cura usando solo prodotti da banco, integratori e OTC. In crescita l’e-commerce di tali categorie di prodotti perché l’abitudine a fare shopping online (anche con l’opzione compra online e ritira in farmacia) di prodotti salutistici si è consolidata negli anni dei lockdown.
Ci sono anche alcuni aspetti negativi: crescerà anche la vendita di prodotti sanitari contraffatti o rubati tramite l’e-commerce, idem i consigli errati su come curarsi, vere e proprie fake news mediche. ”Ci sono molti ‘esperti’ sul web che danno consigli e c’è una lunga storia di ciarlataneria nel campo sanitario. La gente va online e crede ad affermazioni oltraggiose. Lo abbiamo osservato fin dall'inizio della pandemia”, conclude Melville.

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