L'agrivoltaico è dannoso per l'agricoltura?
No, molte colture possono crescere sotto i pannelli, alcune migliorano la resa. Solo alcune sono incompatibili

Redazione ANSA
26 marzo 2024 - 14:46
Mappa dell'Enea sul potenziale agrivoltaico nazionale © ANSA

Cosa verifichiamo

L'agrivoltaico è un sistema integrato di produzione agricola ed energetica. Su di un terreno vengono installati pannelli solari sollevati da terra (fino a 5 metri) e distanziati. Sul terreno sotto i pannelli si coltiva o si fa pascolare il bestiame. L'obiezione principale all'agrivoltaico è che consuma il suolo e danneggia l'agricoltura. Si tratta di una obiezione sollevata soprattutto dagli agricoltori e dalle loro organizzazioni.

Analisi

Ci sono una serie di colture che crescono bene sotto i pannelli, ed altre che addirittura aumentano la resa.

   L'agrivoltaico è indifferente per segale, orzo, avena, cavolo verde, colza, piselli, asparago, carota, ravanello, porro, sedano, finocchio e tabacco. Queste piante crescono bene sia sotto i pannelli che senza. Ma cipolle, fagioli, cetrioli, zucchine, patata, luppolo, spinaci, insalata, fave e agrumi addirittura aumentano la produzione all'ombra del fotovoltaico.

   Non tutte le colture sono compatibili con i pannelli. L'agrivoltaico non funziona con frumento, farro, grano, mais, alberi da frutto, girasole, cavolo rosso, cavolo cappuccio, miglio, zucca.

   I vantaggi ambientali ed economici di questa pratica sono numerosi. Permette di aumentare la produzione di elettricità da fonti rinnovabili senza consumare terreno agricolo. I pannelli proteggono le colture dai fenomeni atmosferici più devastanti e danno ombra e riparo agli animali. Si calcola facciano risparmiare fino al 20% di acqua di irrigazione ed evitino i picchi di calore che possono bruciare le colture.

   Su sostegni dei pannelli possono crescere la vite e i pomodori. Gli impianti possono anche raccogliere acqua piovana e rugiada, riducendo lo stress idrico delle piante. Uno studio del Fraunhofer Institute tedesco ha dimostrato che i sistemi agrivoltaici incrementano la produttività del terreno fino al 60%.

   La produzione di elettricità è una ulteriore fonte di reddito per gli agricoltori. Questi possono vendere la corrente che non consumano al Gse, a un prezzo dagli 85 ai 93 euro al megawattora, oppure affittare i terreni a una società energetica per produrre corrente. L'affitto rende dai 2500 ai 3000 euro all'anno per ettaro.

Conclusione

L'agrivoltaico non è dannoso per l'agricoltura e non consuma il suolo, ma vanno scelte le colture con attenzione. Per molte la presenza dei pannelli è indifferente, per altre addiritutura migliora la resa. Ci sono tuttavia colture incompatibili con l'agrivoltaico. Questa pratica deve essere ben gestita, per evitare danni. Ma se applicata correttamente,  di grande giovamento all'ambiente e alla produttività agricola.

Fonti

https://www.ise.fraunhofer.de/en/press-media/press-releases/2017/harvesting-the-sun-for-power-and-produce-agrophotovoltaics-increases-the-land-use-efficiency-by-over-60-percent.html

https://biosphere2.org/

https://www.boscodiogigia.it/ambiente/agrivoltaico-come-funziona

https://publires.unicatt.it/it/publications/agrivoltaic-systems-to-optimise-land-use-for-electric-energy-prod-6

https://joint-research-centre.ec.europa.eu/jrc-news-and-updates/agrivoltaics-alone-could-surpass-eu-photovoltaic-2030-goals-2023-10-12_en

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0306261923004944

https://cinea.ec.europa.eu/featured-projects/agrivoltaic-canopy-crops-and-solar-panels-sharing-sunlight_en

 

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