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Consorzio Rilegno, riciclo legno cresciuto del 7% in un anno

Presidente Semeraro, sistema genera valore per 3 mld di euro

Cesenatico ANSAcom
Il riciclo del legno in Italia continua a crescere. Lo certifica il rapporto 2022 sull’attività svolta da Rilegno, il consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi di legno nato 25 anni fa e che gestisce una filiera basata su 1944 consorziati, 394 piattaforme private che raccolgono il legno e 15 impianti di riciclo. Il rapporto è stato approvato a Cesenatico (Forlì-Cesena) all’assemblea annuale - tornata in presenza dopo due anni – durante la quale è stato anche riconfermato il presidente Nicola Semeraro, che resterà quindi in carica per il prossimo triennio.
Secondo il rapporto, sono 1,98 milioni le tonnellate di legno raccolto e avviato a riciclo nel 2021 dal sistema Rilegno: si tratta di un incremento del 7,8% sull’anno precedente. Cresce anche l’attività di rigenerazione dei pallet, con oltre 908mila tonnellate recuperate, pari a 70 milioni di pallet usati, ripristinati per la loro funzione originaria e reimmessi nel mercato. A guidare l’attività di riciclo è la Lombardia (che con 541mila tonnellate rappresenta il 27% del totale), seguono l’Emilia-Romagna, con 222mila tonnellate, il Piemonte (156mila tonnellate) e la Toscana (155mila tonnellate).
“Il legno è un materiale prezioso perché già di per sé è sostenibile, bisogna stare attenti a bruciarlo ed è molto importante riciclarlo – ha sottolineato Semeraro – rappresenta bene il concetto di economia circolare perché mette insieme aziende diverse di comparti diversi uniti nella materia prima legno e questa diventa sistemica quando riesci a produrre un pannello che diventerà mobile. Ci sarà quindi un consumatore che andrà a comprare un tavolo, un armadio o una cucina che prima era stato un pallet, una cassetta o una bobina per cavi”.
Per il presidente Semeraro non ci sono differenze tra il legno originale e quello riciclato e, oltre alla sostenibilità ambientale, il riciclo promuove anche un’economia più sana che “dallo scarto e dal fine vita di un comparto industriale per la produzione di imballaggi ricava la materia prima che poi diventerà pannello e andrà ad alimentare l’industria del mobile”.
“Stiamo parlando – ha concluso – di qualcosa che a livello economico ha attualmente un valore di circa 3 miliardi di euro. Una cosa doveva finire in discarica e invece prende un’altra strada e diventa un altro prodott

In collaborazione con:
Rilegno

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