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Lombardia ancora prima per export, Italia cresce ancora

Presentato rapporto Sace Simest, Brescia è la seconda provincia

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Le tensioni geopolitiche in diversi paesi emergenti, la Brexit e l'escalation protezionistica sono alcuni dei fattori che stanno condizionano gli scenari del commercio internazionale. Nonostante la fase di rallentamento la Lombardia si conferma la prima regione italiana per l'export, con quasi 64 miliardi di euro di beni venduti nei primi sei mesi del 2019. Nonostante la complessità nello scenario economico internazionale, secondo il rapporto di Sace Simest presentato nel corso di un convegno a Brescia, emerge un quadro positivo per l'export italiano, con una crescita del 4,3% nel periodo 2020-2022, fino a superare i 540 miliardi di euro. Entrando nel vivo dei dati emerge come la Lombardia, nei primi sei mesi dell'anno, seppur mantenendo il primato italiano delle esportazioni, fa registrare una frenata (-0,6%). Tra i primi cinque settore che guardano all'esterno, tre sono in calo: meccanica strumentale (-0,3%), prodotti in metallo (-1,6%) e mezzi di trasporto (-11,5%). Hanno invece registrato performance positive i prodotti chimici (+0,4%), il tessile e abbigliamento (+3,7%) e la farmaceutica (+6,7%).

Tra le prime sette aree geografie di sbocco, le migliori opportunità di business sono arrivate da Francia (+1,3%) e Stati Uniti (+10,3%). Sono invece in contrazione Germania (-1,1%), Svizzera (-1,1%), Spagna (-2,1%), Cina (-4%) e Polonia (-16,4%). A livello territoriale, se il 2018 ha visto in crescita tutte le province lombarde (ad eccezione di Monza e Brianza), il 2019 restituisce un quadro più negativo. In particolare Brescia, seppur riconfermandosi come la seconda provincia per valore delle esportazioni della regione con un peso di oltre il 13% sull'export regionale, registra un andamento negativo nella prima metà del 2019 (-1,6%). Sul tema dell'internazionalizzazione e delle esportazioni si sono confrontati i vertici di tre aziende lombarde con una forte propensione all'export, i rappresentanti di Sace Simest, il polo dell'export e dell'internazionalizzazione del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, e l'associazione degli industriali di Brescia. Il lento aumento della domanda interna in Italia evidenzia "l'importanza per le aziende italiane di cercare opportunità di crescita sui mercati esteri: esportazioni e internazionalizzazione sono i due driver per accrescere dimensioni e utili per le nostre imprese", afferma Salvatore Rebecchini, presidente di Simest. L'internazionalizzazione è un "processo fondamentale per una azienda come la nostra che ha dei prodotti, cioè il pomodoro e i suoi derivati, diffusi in tutto il mondo", ha detto il direttore generale del Consorzio Casalasco del Pomodoro. Il presidente di Bai - Brescia Anticendi International, Flavio Gandolfi, ha evidenziato come da "sempre esportiamo i nostri prodotti in tutto il mondo. Sarebbe impossibile sostenere la nostra azienda solo con il mercato domestico". Anche l'amministratore delegato di Turboden, Paolo Bertuzzi, conferma l'importanza delle esportazioni considerato che "oltre l'80% del nostro fatturato è fatto all'estero". Sace Simest è presente in Lombardia con gli uffici di Brescia, Milano e Monza, grazie ai quali nel corso del 2018 ha mobilitato risorse per oltre 5 miliardi di euro a supporto dell'export e dell'internazionalizzazione di oltre 6000 aziende.

In collaborazione con:
SACE

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