'Tutti sulla giostra', a Roma l'omaggio a teatro a Gabriella Ferri

Un racconto fantastico i cui la cantante dialoga, tra gli altri, con Pasolini, Totò, De Filippo, Mia Martini Califano e tanti altri

Debutta il 16 maggio a Roma lo spettacolo "Tutti sulla giostra! - Festa a casa di Gabriella" scritto e diretto da Tonino Tosto, con Susy Sergiacomo e Eleonora Tosto, musiche di Danilo Blaiotta, in scena al Teatro Belli di Roma fino al 26 maggio. È un racconto fantastico, imbastito sul filo della memoria, nel quale si avvicendano canzoni e testi recitati da una doppia Gabriella Ferri: quella dell’età matura, che ricorda, e quella giovane che interpreta le sue canzoni. Ecco allora susseguirsi sul palcoscenico i personaggi cari alla cantante romana, che entrano in scena come immaginari visitatori.

Il primo è Pier Paolo Pasolini a cui Gabriella si rivolge così: Oh, ma me senti? Nun te distrae come ar solito tuo… t’aricordi? Se vedevamo a Campo de Fiori e era come si se conoscessimo e nun se semo mai detta ‘na parola…. Fino a che non arriva la musica e la voce intona: Me so' fatta un quartino, m'ha dato a la testa, ammazza che toppa, a Nina, a Roscetta, a Modesta, lassateme qua!. È “Il valzer della toppa”, canzone scritta da Pasolini. Poi Gabriella confessa: Ma lo sai che me succede urtimamente? Che canto e nun riconosco più la voce mia… è come se quarcun’artro cantasse ar posto mio… un’altra - che poi sarei sempre io - ma più giovane… quanno ero n’alice… tre quattro mijoni de anni fa”.

La voce da giovane di Gabriella è quella di Eleonora Tosto, che interpreta con passione e delicatezza le sue canzoni.


(Mia Martini e Gabriella Ferri FOTO archivio ANSA)

Gli amici continuano ad arrivare. Ecco Mia Martini. “Mimì, bella… lo senti puro te sto callo, dice sventolandosi, mamma mia, pare de sta’ all’inferno…- e ride. E allora musica, partono le note de “Stornello dell’estate”: Pe' te me distruggo d'amore, bellezza mia, pe' te butto sangue der core, ma nun me voi.”

È il momento di Franco Califano: “A Frà! ce stai pure te… te possino ammazzatte, che pezzo che hai scritto… a Califà qui stamo tra noi, nun te mette a fa er sofistico….” E la canzone che canta Gabriella è “La nevicata del ‘56”: “C'era pure la giostra, sotto casa nostra e la musica che suonava. Io bambina sognavo un vestito da sera con tremila sottane...”

L’emozione è grande quando a trovarla viene Totò: “Oddio, che emozione…quanto ho desiderato de avevve qui a casa mia…avevve no? è giusto!? A un principe se dà der voi?. Gabriella confessa di avere la tremarella quando canta in napoletano: “T'aggio vuluto bene a te! Tu mm'hê vuluto bene a me!”

E ancora Napoli, con Eduardo De Filippo e uno dei cavalli di battaglia della cantante: “Dove sta Zazà”. “Era la festa di San Gennaro, quanta folla per la via…Con Zazá, compagna mia, me ne andai a passeggiá…”

Da sud a nord, da Roma e Napoli a Milano, con l’amico Enzo Jannacci: “Te ricordi quanno so arrivata a Milano co’ Luisa? Quanto c’hai aiutato... “Di Jannacci Gabriella canta “Aveva un taxi nero” e “Vincenzina e la fabbrica”.

E poi Lucio Dalla: “Oh, a Lucio…come so contenta che sei venuto, mamma mia quant’anni…. “. E le canzoni sono “4 marzo 1943” e “La sera dei miracoli”: “È la sera dei miracoli fai attenzione, qualcuno nei vicoli di Roma, con la bocca fa a pezzi una canzone.”

Gli amici sono tanti e per ognuno di loro Gabriella ha un pensiero affettuoso, una canzone da ricordare.

(Enrico Montesano, Gabriella Ferri e Pino Caruso FOTO archivio ANSA)

Ci sono Fellini, Pino er pasticciere, Renato Zero, Patty Pravo, Enrico Montesano, Marcello Mastroianni, Domenico Modugno, Renzo Arbore, Anna Magnani.

Ci sono le canzoni, quelle più famose, come “Sempre”. Tanto buio tanto colore, tanta noia tanto amore tante sciocchezze tante passioni, tanto silenzio tante canzoni.

Fino all’ultima, con la quale si chiude lo spettacolo, e che ripete: Via che qui si muore anche su con la vita, via, via, finirà, basterà, se ne andrà, sono sicura, se ne andrà via, via! Su con la vita, su con la vita.

“La Ferri – afferma il regista Tonino Tosto - è come Roma: crocevia di culture, impasto di colori, incrocio di suoni, esplosione di sentimenti, passioni, dolori, risate e… sgrullate de spalle”. “Una voce che non smetterà mai di aiutarci a salire a cantare tutti sulla giostra”, aggiunge.

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