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Islanda

islanda (foto: EPA)

Islanda

E' la prima volta dei 'geyser boys'

Dopo l'Europa vuole stupire anche il mondo. L'Islanda infatti ci riprova in quella che sarà la sua prima partecipazione ad un Mondiale, dopo la beffa di quattro anni fa quando perse il playoff contro i croati. Il geyser sound, ora imitato da tante altre squadre, sarà quindi di attualità anche in Russia, dopo la bella figura del torneo continentale del 2016 in Francia, quando i vichinghi arrivarono fino ai quarti di finale, dopo aver eliminato i 'maestri' inglesi negli ottavi. La sconfitta per 5-2 contro i galletti venne festeggiata come fosse stato un successo, visto che il titolo di squadra simpatia era stato comunque vinto, con giocatori in campo e tifosi sugli spalti tutti a braccia in alto e al grido di "Hù", celebrazione diventata perfino un marchio registrato.
Ai Mondiali l'Islanda, che ha vinto il proprio girone delle qualificazioni europee, farà parte del gruppo D con Croazia, Argentina e Nigeria: non è un compito facile, ma gli uomini del ct Heimir Hallgrimsson, l'ex allenatore della nazionale femminile che fino a tre anni fa allenava part time perché il suo principale lavoro era quello di dentista in un villaggio di cinquemila 'anime', è decisa a fare un altro miracolo, per la gioia dei tanti tifosi che la seguiranno in terra russa.
Tutto ciò appare un miracolo se si pensa che l'Islanda nuova forza del football rappresenta la periferia dell'Europa, ovvero un'isola del Nord Atlantico grande meno di un terzo rispetto quella dell'Italia e con 332mila abitanti, poco meno della sola Firenze. Ora le tocca il titolo di più piccola nazione mai qualificata ai Mondiali di calcio.
Quello dell'Islanda è stato definito un mix di talento ed entusiasmo, di cui fanno parte giocatori che da anni militano in campionati importanti e altri che, fino a qualche stagione fa, erano costretti a fare un altro lavoro per sbarcare il lunario. Un caso particolare è quello di Hannes Thor Halldorsson, 'pertica' di un metro e 93 dilettante puro nel calcio e promettente regista televisivo e sceneggiatore. Poi la passione per il pallone ha preso il sopravvento, ma nel suo curriculum di videomaker rimangono film, documentari e clip musicali che gli sono valsi una menzione speciale all'Eurovision Song Contest. E a proposito di musica e canzoni: uno dei tifosi più appassionati della nazionale è un rapper molto conosciuto in patria, Emmeje Gauti, celebre per i cori a base di 'Reykjaváka er okkar', 'Reykjavík è il nostro', gli stessi intonati quando, come tanti connazionali, è sceso in strada per festeggiare la qualificazione ai Mondiali.
Da spiegare è anche uno dei segreti del boom, anzi miracolo, calcistico dell'Islanda: nell'ambito di un programma nazionale per la tutela della salute, che per gli adolescenti significa soprattutto stare lontani da alcol e droghe, una quindicina di anni fa è nata l'idea, poi realizzata in tempi brevi, di costruire campi indoor in varie zone del paese. Riscaldati grazie alla geotermia, hanno rivoluzionato la pratica calcistica sull'isola negli ultimi 10 anni. Oltre 600 allenatori con il patentino Uefa A o B hanno fatto il resto, e ora l'Islanda è pronta a stupire e a divertirsi come in Francia.

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