Moscovici, la mia porta è aperta, ma non perdiamo tempo

'La palla è nel campo dell'Italia'

Redazione ANSA

BRUXELLES - "La settimana scorsa ho detto che la mia porta è sempre aperta per discutere con le autorità italiane, questo non cambia", ma "non perdiamo tempo": così il commissario agli affari economici Pierre Moscovici rispondendo in conferenza stampa a una domanda sull'Italia. "La palla è ora nel campo italiano, dobbiamo vedere un percorso credibile" di riduzione del debito "per il 2019 e il 2020", e "restiamo pronti a prendere in considerazione ogni elemento che l'Italia potrà presentare", ha aggiunto. 

"Il debito elevato è una vulnerabilità principale ed è nell'interesse dell'Italia affrontarlo, perciò la Commissione insiste che deve ridurlo, e siamo molto seri", ha detto il commissario. "Stiamo procedendo con i necessari passi procedurali, né più né meno. L'Efc ieri ha adottato un'opinione che sostiene pienamente le conclusioni della Commissione, e mi aspetto che l'Eurogruppo di domani prenda atto della situazione e concorra alla valutazione, ne ho parlato con Centeno", ha spiegato. "La Commissione resta pronta a prendere in considerazione altri elementi che potranno venire dall'Italia, ma allo stesso tempo dobbiamo assicurarci che il Consiglio sia messo in grado di prendere le necessarie decisioni come scritto nel trattato". Il Consiglio, ha spiegato, deve prendere una decisione entro fine luglio, come prevedono le regole. "Andare più rapidamente sarebbe preferibile", ha aggiunto. 

"Siamo impegnati ad applicare in modo intelligente le regole di bilancio, perché è il modo in cui ci siamo mossi nel nostro mandato, ma nessuno deve avere dubbi che applicheremo quelle regole se i criteri non saranno rispettati": lo ha detto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici rispondendo a una domanda sull'Italia.

Il commissario Ue Pierre Moscovici e il vicepresidente della Commissione Ue responsabile per l'euro, Valdis Dombrovskis, hanno presentato oggi in conferenza stampa i progressi nella riduzione dei crediti deteriorati, che in Italia nel terzo trimestre del 2018 sono scesi a 9,5%, dal 12,1% dello stesso trimestre dell'anno precedente. Anche gli accantonamenti sono aumentati a 59,3%, dal 53,6% del terzo trimestre 2017. Lo rende noto la Commissione Ue nella sua comunicazione sulle sofferenze bancarie. Il dato italiano sugli npl è il più alto dopo Grecia (43,5%), Cipro (21,8%) e Portogallo (11,3%). La media Ue è 3,3%.

 

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