Mafie:Sirignano,stop a sfruttamento baby prostitute africane

"Ingannate e violentate".Appello magistrato DNA a società civile

(ANSA) - NAPOLI, 23 GEN - "La società civile deve reagire di fronte allo sfruttamento di ragazzine africane poco piu' che dodicenni, fatte approdare in Europa e quindi anche in Italia per alimentare il mercato della prostituzione dopo essere state ingannate con false promesse da reclutatori spregiudicati e violentate da carcerieri in Libia". Lo ha ricordato, oggi a Roma il sostituto procuratore nazionale antimafia Cesare Sirignano, intervenuto al convegno "La criminalità mafiosa straniera nel nostro Paese. Quale scenari futuri". Per il magistrato, si tratta di un "problema di cultura delle libertà personali e di difesa di valori in cui bisogna credere sempre senza distinzione di alcun tipo".
    All'evento, organizzato dall'associazione "7 Colonne" nell'aula Unità d'Italia della Corte di Appello e aperto dai saluti del presidente della Corte di Appello di Roma, hanno preso parte anche l'ex procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, il presidente dell'Osservatorio It e Sicurezza dell'Eurispes, Roberto De Vita e Fabio Iadeluca, sociologo e criminologo.
    "In Italia si sta registrando una escalation della criminalità straniera, in particolare albanese e nigeriana, - ha ricordato Sirignano all'Ansa - quest'ultima impegnata in particolare nella tratta di esseri umani, in particolare donne, che alimentano il business della prostituzione e della droga". Agli studenti che hanno assistito al convegno, Sirignano ha anche ribadito che nel Nord Italia sono confluiti i capitali illeciti delle organizzazioni mafiose. Poi ha focalizzato l'attenzione sull'infiltrazione dei gruppi criminali albanesi che, per esempio, secondo un rapporto della DIA e in base alle informazione in possesso della DNA "in Emilia Romagna è presente in tutte le nove province della regione, insieme con gruppi criminali stranieri come gli slavi, macedoni, romeni e cinesi". "La Procura nazionale - ha concluso Cesare Sirignano - opera per coordinare importanti indagini su mafie autoctone e straniere, è impegnata in tutte le sue articolazione a svolgere il necessario compito di acquisizione di conoscenze sui numerosi fenomeni criminali per consentire alle procure distrettuali di rafforzare l'azione di contrasto sui territori in cui si sono manifestati. La tratta di esseri umani è uno dei crimini più odiosi con cui bisogna confrontarsi e su cui concentrare le risorse e le competenze del nostro paese per aiutare le persone vulnerabili e individuare e fermare i trafficanti e i criminali". (ANSA).
   

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